
Velocisti vs Struzzi
- Velocisti vs Struzzi.
Come Gestire l'Energia del Rientro a Settembre
Settembre è arrivato. E tu, come lo affronti?
Lo conosco bene quel brivido che percorre la schiena ai primi di settembre. È un misto di ansia e di aspettativa. Per qualcuno è una scarica di adrenalina: si riparte! Per altri, invece, è un peso che si accumula sullo stomaco, un desiderio di tirare il freno a mano e rimandare tutto a lunedì prossimo.
Nel mio lavoro di Life Coach, ho identificato due atteggiamenti prevalenti che definisco il "Velocista" e lo "Struzzo". Sono due facce della stessa medaglia: il rapporto complicato che abbiamo con il cambiamento e con il tempo.
🏃♂️ Il Velocista: La Corsa come Fuga
Il Velocista è quello che il 1° settembre è già in ufficio alle 7:00, con la lista di cose da fare già pronta da ferragosto. Risponde a tutte le email in due ore, riempie l'agenda di impegni e ricomincia a macinare chilometri come se non si fosse mai fermato.
Attenzione, non è solo produttività. Spesso, dietro questa frenesia si nasconde una paura profonda. La paura di fermarsi, di sentirsi inadeguato, di "perdere tempo". Il Velocista corre perché ha paura di essere raggiunto o, peggio, di non essere all'altezza. Corre per dimostrare a sé stesso e agli altri che è indispensabile.
🦤 Lo Struzzo: La Paura di Ricominciare
All'estremo opposto c'è lo Struzzo. È quello che, davanti al rientro, sente un blocco. Rimanda il primo giorno di lavoro, fa fatica a riprendere le routine, si sente svuotato e demotivato. Non perché non abbia voglia di fare, ma perché il peso della ripartenza lo schiaccia.
Anche in questo caso, il motore è la paura. La paura di non farcela, di fallire, di essere sopraffatto dagli impegni. Lo Struzzo non scappa via correndo come il Velocista, ma si nasconde, sperando che il problema si risolva da solo.
➡️ La Via di Mezzo: Il Coraggioso Consapevole
La buona notizia è che non sei né l'uno né l'altro. O meglio, non devi esserlo. La vera forza non sta nella velocità né nell'immobilismo, ma nella consapevolezza. È la capacità di guardare il rientro con occhi nuovi, senza farsi travolgere dall'ansia o dalla paralisi.
✅ Ecco un percorso in 3 passi per trovare il tuo equilibrio:
1. Rallenta per Vedere Chiaro (Il Cuscinetto)
Concediti un "cuscinetto di decompressione". I primi giorni di rientro, non pretendere di essere subito al 100%. Inizia con un'ora in meno, fai pause più frequenti, riprendi i ritmi gradualmente. Il cervello e il corpo hanno bisogno di tempo per riabituarsi. La costanza batte la velocità, sempre.
2. Rivedi gli Obiettivi con Realismo
Settembre non è un mese per ripartire a caso, ma per fare il punto. Prenditi un'ora per guardare gli obiettivi che ti eri prefissato a gennaio. Sono ancora tuoi? Sono ancora validi? A volte, l'ansia da rientro nasce dal continuare a inseguire traguardi che non ci appartengono più.
3. Crea una Routine che Ti Nutra
La routine non è il nemico della libertà, ma la sua impalcatura. Costruisci una routine quotidiana che protegga il tuo benessere. Non si tratta solo di lavoro, ma di ritagliare spazi per ciò che ti ricarica: una colazione senza telefono, una camminata, la lettura di 20 minuti. Sono piccole "ancore" che ti tengono saldo quando il mare del rientro si agita.
➡️ Ora tocca a te:
Davanti allo specchio, chiediti: "In questo momento, mi sto comportando più da Velocista o da Struzzo? E come posso usare questa consapevolezza per vivere questo mese con più leggerezza e concretezza?" La risposta è il primo passo per un rientro davvero vincente.
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Con stima,
Roberto
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